La celiachia è l’intolleranza permanente al glutine. In linea generale ne è colpito un italiano su 100. Può manifestarsi in età infantile (primi 6-24 mesi di vita) con sintomi gastrointestinali tipici, oppure ad esordio tardivo, cioè dopo i 3 anni (quindi anche in età adulta), più frequentemente con manifestazioni gastrointestinali atipiche e di altro genere. Esistono anche forme di intolleranza silente in cui la persona non manifesta alcun sintomo evidente, anche se gli esami danno esito positivo alla celiachia. In tutti questi casi dopo l’interruzione del consumo di alimenti contenenti glutine migliora lo stato generale di benessere della persona. I test più comuni per identificare la malattia sono:
PRELIEVO DEL SANGUE per dosaggio di alcuni anticorpi (antigliadina, antiendomisio ed anti-transglutaminasi) ma questo test potrebbe risultare negativo anche in presenza di celiachia, quindi non esclude la malattia.
BIOPSIA INTESTINALE effettuata durante la gastroscopia, che evidenza eventuali anomalie della mucosa intestinale (atrofia parziale o totale dei villi). Questo esame è più preciso, anche se l’assenza delle anomalie non garantisce al 100% lo stato di salute del soggetto. La biopsia potrebbe per esempio non avere interessato la parte malata o essere stata effettuato in uno stadio troppo precoce dell’infiammazione. Comunque in linea generale è un buon metodo di diagnosi.
VALUTAZIONE DEL LIVELLO DI PREDISPOSIZIONE ALLA MALATTIA mediante esami del sangue specifici.
Un metodo molto efficace è quello di seguire per un certo periodo di tempo (30gg) la dieta ad esclusione. Ovvero eliminare tutti i componenti contenenti glutine.
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